Piero Umiliani

Diplomato in contrappunto e fuga al conservatorio di Firenze, Piero Umiliani si esibisce sin dagli anni Quaranta con Pippo Barzizza e Francesco Ferrari, diventando ben presto un’importante figura del jazz italiano; collabora con Gianni Basso, Oscar Valdambrini e Gil Cuppini.

Piero Umiliani e il suo arrivo a Roma

Dal 1954 si trasferisce a Roma dove avvia un ottetto jazz e inizia l’attività di arrangiatore. Incide numerosi dischi con il cantante Rino Loddo tra il 1955 e il 1956. Nel 1959 cura le musiche del programma televisivo Il Mattatore, con Vittorio Gassman.

L’esperienza in RAI e l’approdo nel mondo del cinema

Nei primi anni Sessanta conduce in RAI alcune trasmissioni televisive dedicate al jazz, ma lavorerà soprattutto come compositore di colonne sonore per il cinema. Compone il famoso Valzer della toppa, scritto da Pier Paolo Pasolini, brano reso celebre da Laura Betti e in seguito da Gabriella Ferri.

La riscoperta di Piero Umiliani con la musica lounge

Sul finire degli anni Novanta, la musica di Piero Umiliani è stata rivalutata grazie all’esplosione del fenomeno lounge, ovvero brani ispirati ad atmosfere da quelle colonne sonore, esotiche, maliziose e divertenti delle quali Piero Umiliani fu uno dei massimi esponenti. Una numerosa serie di raccolte e ristampe di grosso successo (per lo più realizzate da Right Tempo e Cinevox) convinsero Umiliani a rimettersi in pista anche dal vivo partecipando a diversi festival e rassegne fino all’ultimo concerto, tenuto al Classico Village per il Roma Jazz Festival, il 25 ottobre del 2000.

Le colonne sonore

Piero Umiliani è noto a livello internazionale per aver composto oltre 150 colonne sonore di film; il suo primo lavoro è del 1954, quando viene chiamato a comporre le musiche di un documentario dei fratelli Taviani.
Tra le sue colonne sonore più celebri si ricordano le musiche di I soliti ignoti dove appare Blues for Gassman diventato quasi uno standard jazzistico in Italia, e il seguito Audace colpo dei soliti ignoti con la collaborazione di Chet Baker e poi Svezia, inferno e paradiso (che contiene il celebre successo Mah-nà mah-nà cantato da Alessandro Alessandroni e Giulia De Mutiis e suonato dai Marc 4), La legge dei gangster, La ragazza dalla pelle di luna, Il corpo.

Nel 1959, un tema sentimentale della colonna sonora del film I soliti ignoti era stato ripreso e, con il testo di Corbucci, era divenuto una canzone con il titolo Juke-box sentimentale ed era stato utilizzato come sigla della omonima trasmissione radiofonica diretta da Lia Origoni con la collaborazione dello stesso Umiliani.

I Film del Medley

I Soliti Ignoti è un film del 1958 diretto da Mario Monicelli.

Soliti Ignoti

La pellicola è universalmente nota come caposcuola del genere caper movie italico, ovvero avente come tema il furto di gruppo.[1] È uno dei capolavori del regista Monicelli e conseguí due nastri d’argento e una candidatura ai premi Oscar 1959 come miglior film straniero.
I Soliti Ignoti è stato in seguito inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare, nata con lo scopo di segnalare “100 pellicole che hanno cambiato la memoria collettiva del Paese tra il 1942 e il 1978”.
L’idea di base del film e soprattutto il finale sono tratti dalla novella Furto in una pasticceria nell’antologia Ultimo viene il corvo di Italo Calvino.

Gassman Blues
Un brano della colonna sonora de “I Soliti Ignoti” (1958), firmato da Piero Umiliani: forse il primo grande successo dal compositore fiorentino, allora 32enne, che avrebbe da lì intrapreso una carriera di autore per il cinema testimoniata dalla sua sterminata filmografia fino ai primi anni ’80. Un personaggio di culto, Umiliani, che si colloca qui sullo sfondo di uno dei capisaldi della commedia all’italiana.

Il cinema italiano di questi anni scopre il piacere della commedia per lasciarsi alle spalle il neorealismo e le ansie del dopoguerra. Nel 1958 il regista Mario Monicelli, attento osservatore dell’italianità, dirige I Soliti Ignoti, che arriverà alla candidatura all’Oscar come miglior film straniero. Vittorio Gassman, Totò e compagnia non vincono la statuetta ma un primato il film lo conquista lo stesso. E’ il primo lungometraggio della storia del cinema italiano a proporre una colonna sonora interamente jazzistica, composta da Piero Umiliani al suo debutto come compositore per il cinema. Umiliani viene da quasi dieci mesi di inattività, dedicati tutti allo studio dei grandi maestri del jazz.

L’intuizione di Mario Monicelli….

L’ultimo suo album era stato, nel 1957, “Da Roma a New York” ed è proprio quel disco a suggerire a Monicelli la scelta di Umiliani che dà forma a una colonna sonora innovativa, senza un vero e proprio motivo conduttore ma con quattro diverse atmosfere musicali che esaltano di volta i volta i vari strumenti. Dramma (tromba e sax), thrilling (piano e vibrafono), parte romantica (solo sax contralto) sentimentale (clarinetto) sono a grandi linee le “quattro parti” musicali, intrecciate con brillanti temi e sottotemi di raccordo.

Lo stesso Umiliani ricorda così quell’esperienza in un intervista rilasciata a maggio del 2000 sul n. 3 del magazine Il Giaguaro:

… al cinema erano in pochi a suonare il jazz, forse Piccioni in qualche tema. Il mio primo film fu I Soliti Ignoti di Mario Monicelli, e mi fu chiesta una musica allegra e jazzata. Presi il lavoro molto alla leggera, proposi dei temi che avevo già composto, li feci sentire al regista e in soli quindici giorni avevo pronta la colonna sonora. Il film stentava a trovare una distribuzione e tutto faceva supporre che non avrebbe avuto alcun successo, invece quando uscì fece il botto…”.

 

Audace colpo dei soliti ignoti è un film del 1959 diretto da Nanni Loy. La pellicola è il seguito de I soliti ignoti, ed è un caper movie appartenente al genere della cosiddetta commedia all’italiana.

Audace Colpo dei Soliti Ignoti

Il film è il seguito del precedente I soliti ignoti di Mario Monicelli e risente della diversa regia di Nanni Loy più scherzosa e leggera. Tuttavia la pellicola risulta molto gradevole per il ritmo veloce degli avvenimenti, ma soprattutto per l’interpretazione dei grandi caratteristi che danno il loro meglio nella parti secondarie loro assegnate. In rilievo, al solito, la figura di Vittorio Gassman ancora una volta mattatore in un ruolo comico.

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